Sanzione dell’AGCOM nei confronti di TIM per la modifica contrattuale legata alla rimodulazione del piano base con costo fisso. 928.000 euro è costata a TIM questa bravata.

L’AGCOM aveva avviato le prime verifiche d’ufficio e a Giugno 2020 aveva trasmesso a TIM una nota con alcune richieste di documentazione e informazioni.

l’AGCOM ha potuto quindi constatare come TIM ha addebitato ai clienti intestatari di SIM con piani a consumo, un costo fisso mensile in virtù di una pretesa modifica contrattuale, ponendo cioè in essere una vera e propria “estinzione” del contratto sotto il profilo oggettivo e introducendo una nuova condizione contrattuale che ne ha mutato radicalmente la natura.

Per questa ragione, l’AGCOM ha avviato un procedimento sanzionatorio. TIM non ha esercitato la variazione modificando cioè le condizioni di un suo servizio, ovvero non ha effettuato una modifica volta ad adeguare le condizioni contrattuali già accettate dai destinatari, ma ha deliberatamente proceduto a modificare sostanzialmente il contratto prepagato sottoscritto dagli utenti violando quindi l’art. 70 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche che consiste proprio nel garantire agli utenti il diritto ad ottenere informazioni chiare, complete e trasparenti al fine di poter meglio orientarsi nel mercato concorrenziale e operare quindi scelte consapevoli.

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