Sì, le bollette elettriche italiane sono tra le più alte d'Europa, anche se la situazione può variare leggermente a seconda del periodo e del tipo di utente.
Nella seconda metà del 2024, le bollette dell'energia elettrica per i clienti domestici e non domestici in Italia sono state le seste più care dell'Ue.
Per confrontare i 27 Paesi dell’Unione europea, usiamo i dati più recenti pubblicati da Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Ue. Questi dati si riferiscono al secondo semestre del 2024 e riguardano sia il costo dell’elettricità sia quello del gas naturale, per famiglie e imprese.
Le cause principali includono l'elevato peso di tasse, imposte e oneri di sistema, una forte dipendenza dalle importazioni di energia, e la dipendenza da gas per la produzione elettrica, unita a una transizione energetica verso le rinnovabili più lenta rispetto ad altri paesi.
Partiamo dunque dal costo dell’elettricità per i cosiddetti “clienti domestici”. Si tratta di consumatori con un consumo annuo medio compreso tra 2.500 e 5.000 kWh, una fascia standard utilizzata da Eurostat per rappresentare le famiglie europee.
Nella seconda metà del 2024, le bollette dell’elettricità per le famiglie italiane sono risultate le settime più care dell’Ue (0,3111 euro al kWh, ossia 31,11 centesimi al kWh). Ai primi tre posti si trovano Germania, Danimarca e Irlanda. Come accennato, i dati tengono conto anche di imposte e altri oneri: in Italia, il peso di queste voci è stato il nono più alto tra tutti i Paesi Ue tra luglio e dicembre 2024.
Da mesi, vari esponenti dei partiti all’opposizione – tra cui la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein – ripetono che l’Italia ha le bollette più care d’Europa. In risposta, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha più volte ribadito che il governo è intervenuto, stanziando dal suo insediamento 60 miliardi di euro contro il caro bollette.
Anche ARERA Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, riconosce che le bollette elettriche Italiane sono tra le più alte d'Europa, non basta però prenderne atto. Da anni, si scaricano sui cittadini i costi di una transizione ecologica sempre più ideologica e distante dalla realtà sociale del Paese, mentre il carico fiscale resta invariato e le disuguaglianze aumentano.
A questo si somma il fallimento del mercato libero, presentato per anni come la soluzione a tutti i mali. I vantaggi promessi non si sono mai visti: il cittadino paga di più, ha meno tutele e viene travolto da offerte poco trasparenti e pratiche commerciali aggressive e scorrette.
Claudio Greggio presidente di Micu3000, il sodalizio nato in Veneto per la tutela dei consumatori commenta: "Serve un vero intervento del governo che finora si è comportato come gli struzzi, ha messo la testa sotto la sabbia senza guardare veramente alle famiglie in crisi. I 60miliardi stanziati dal governo anche se ci sono stati, certamente non li hanno visti i consumatori".