Reclamare è un diritto del consumatore, diffidare la società che non risponde e non pagare la bolletta.

Il reclamo consiste in una richiesta con la quale l’utente che si sente vittima di un disservizio, si rivolge direttamente all’operatore per segnalare il fatto oppure per risolvere una questione relativa all’oggetto, alle modalità o ai costi delle prestazioni.

Lo si può fare in autonomia, oppure rivolgendosi alle associazioni dei consumatori.

La procedura di reclamo è attuabile nei confronti di chiunque fornisca un servizio agli utenti, deve essere completamente gratuita e deve assicurare una risposta in tempi brevi.

Nessun compromesso con le società di servizi. La linea dura di Micu3000 contro il caro energetico.

“La tutela del consumatore non deve passare per un accordo”. Questa è la linea adottata dall’Associazione Consumatori Micu3000 inerente gli accordi con le società di vendita e di servizi. Nessun accordo. La nostra associazione rifiuta qualsiasi proposta d’accordo, la difesa del consumatore non deve passare attraverso un’intesa tra la compagnia e l’associazione.

Certe società approfittano degli aumenti.

Se la compagnia ha sbagliato deve pagare e rimediare all’errore, nessuna intesa. Fare accordi significa cedere al potere della multinazionale e portare l’utente a cedere al volere della società. Questa non è difesa del consumatore, ma una arresa incondizionata ai protocolli delle società, molte volte modificati proprio ad hoc.

Riduzione dell’energia fino al distacco dell’utenza. Come si può difendere il consumatore?

La riduzione dell’energia fino al distacco dell’utenza, sono le armi che le compagnie di servizi usano, tutelate dallo stato per contrastare gli ammanchi e ottenere il pagamento della bolletta, ma se l’utente ha reclamato e la società non risponde, chi tutela il consumatore?

Il codice del consumo non prevede l’avvio di azioni di recupero del credito, quando in essere vi è un reclamo; purtroppo però di questa norma, sembra le società ne facciano beffa, sempre tutelate da ARERA e dallo stato. Cosa fare quindi?

Non pagare la bolletta considerata errata è un modo per l’utente consumatore di ottenere una risposta, pagando si cade nell’acondiscendenza e l’operatore si sentirà libero di applicare i costi che più gli garbano, sempre difeso dal “caro energia, così fan tutti” fino al “normative dell’ARERA, normative dello Stato”. Ma cosa fare se l’operatore non risponde al reclamo e diffidandoci arriva alla riduzione dell’energia fino al distacco?

Certamente il consumatore non può e non deve sottovalutare la lettera di diffida, diffidare a sua volta la società è un modo anche se inutile per mettere le mani avanti in caso questa proceda con la richiesta di riduzione dell’energia e al relativo distacco dell’utenza.

Muoversi subito, al mancato riscontro da parte dell’operatore alla nostra diffida, avviare subito l’istanza di conciliazione, in primis all’Autorità di Regolazione Reti Energia e Ambiente (ARERA), questa procedura di conciliazione non porterà risultati al consumatore, l’Autorità infatti tenderà ad agevolare e giustificare la società, ma è una prassi obbligatoria.

Conclusa la procedura di conciliazione bisogna senza ritardo rivolgersi al Giudice di Pace che con buoni elementi e una buona difesa, sarà in grado di obbligare la società ad ottenre il giusto pagamento, senza riduzioni e distacchi dell’utenza. Dai reclami è tutta una questione di tempi che l’utente deve conoscere e affrontare.

Le tue bollette sono in linea con i prezzi di mercato?

Dal sito internet di Micu3000 alla sezione “Controllo Bollette” sta per avere inizio la campagna: “le tue bollette sono in linea con i prezzi di mercato?” Dal sito infatti è infatti possibile conoscere in tempo reale, compilando un apposito form, con i consumi e della fattura, la reale corrispondenza con i prezzi di mercato.

Di admin

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