L’AGCOM ha diffidato TIM, Vodafone e Wind Tre per le così dette “ricariche speciali” che prevedono un costo di servizio di 1 Euro rispetto a quello pagato. Di fatti, gli utenti si sono trovati a pagare 5 Euro per ottenere 4 Euro di credito e 10 Euro per 9 Euro.

Nella delibera l’AGCOM osserva come gli utenti “hanno riscontrato che l’importo effettivo erogato sul credito residuo è stato in automatico decurtato di 1,00 euro a fronte dell’attivazione di un servizio, che consente minuti e giga illimitati per 24 ore, voucher per andare al cinema e la partecipazione per l’estrazione di un concorso a premi” .

Sulla base delle informazioni ottenute, i commissari hanno stabilito che “la manovra commerciale descritta sia sostanzialmente finalizzata a eludere il divieto di applicazione di costi fissi di ricarica, di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto Bersani, facendo leva sulla inconsapevolezza degli utenti, al momento di effettuare la ricarica, circa la reale consistenza dei tagli da 5 e 10 euro. Inconsapevolezza, peraltro, alimentata dall’utilizzo del termine “ricarica”, comunque utilizzato per individuare le offerte in questione“.

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